sabato 18 marzo 2017

Quattrocento - Susana Fortes

VOTO: 1/5
CONSIGLIATO: C'è di meglio in circolazione

Salve lettori! Scusate la lunga assenza ma ho pensato bene di fare una capatina a Disneyland Paris e nella nostra bella capitale, Roma.
Con la lettura del post di oggi, invece, ci trasferiamo a Firenze.
Per il club di lettura, che ho con la mia amica Michela, abbiamo pensato di leggere Quattrocento di Susana Fortes. Ad entrambe la copertina e la trama entusiasmava parecchio ed entrambe abbiamo avuto una cocente delusione.

Vi riporto ciò che è scritto dietro al libro:
Il 26 aprile 1478 la storia del Rinascimento italiano e forse anche quella dell'Europa stavano per cambiare radicalmente. Quella mattina, davanti all'altare maggiore della cattedrale di Firenze, stava per divampare quella che è passata alla Storia come la congiura dei Pazzi. Se tu editore, o chi per esso, mi scrivi una cosa del genere su un libro mi inviti a nozze, amo il Rinascimento italiano e la congiura dei Pazzi.

Poi continua così: Dal Rinascimento ai giorni nostri, il filo rosso di un complotto attraversa la Storia. Dall'arte alla realtà, un quadro enigmatico rivela una vicenda affascinante e terribile. Perché le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti agli occhi. E talvolta un dipinto ci permette di scoprire un segreto. Scoperto che vi è anche un collegamento con il presente, il gioco è fatto, libreria prenditi i miei soldi e dammi questo libro. 

Convinta di avere tra le mani un libro meraviglioso, dopo averne letto qualche capitolo, mi sono resa conto di aver preso un granchio. Ho tra le mani uno spreco di carta. Sono triste per i poveri alberi che ci sono voluti per farlo.
Non si riesce ad individuare cosa l'autrice aveva intenzione di fare: scrivere un libro stile Dan Brown? scrivere un harmony? (e qualcuno ne ho letto, ma mi sono piaciuti addirittura di più!).

Il libro ha una parte ambientata nei giorni nostri dove Ana Sotomayor, una studentessa spagnola, si trova a Firenze per scrivere la sua tesi di laurea, facendosi aiutare dal suo professore sessantenne, vecchio amico del padre di lei.
L'altra parte è ambientata nella Firenze del 1400 e si concentra sulla figura del pittore Pierpaolo Masoni e del suo aiutante Luca di Credi, entrambi di fantasia ed inseriti tra personaggi veramente esistiti come Lorenzo de' Medici, Leonardo e Verrocchio.
Elementi che non mi sono piaciuti per niente sono stati in primis l'inserimento di metafore, giri di parole, descrizioni non utili ai fini della storia che sembrano essere messi lì giusto per allungare il brodo. La Fortes si perde tra i "forse" e i "ma" e tedia.
Non ho apprezzare la storia d'amore tra studentessa e professore, sembra essere discordante con il resto del libro e non emoziona per niente, al massimo fa venire i brividi.
La storia del quadro del Masoni, inoltre, si scontra con i fatti di cronaca italiana (ad esempio la vicenda di Giuliana Sgrena) che la Fortes inserisce senza un perché insieme alle critiche su Firenze e i giapponesi.
Molte questioni sollevate durante la lettura, poi, non si sviluppano e restano un punto interrogativo.
Durante la lettura bramavo la fine come si brama un sorso d'acqua nel deserto.
Più che un libro, è un minestrone, deludente e impasticciato.
Statene alla larga se potete!
Alla prossima!


Nessun commento:

Posta un commento