giovedì 23 febbraio 2017

Ross Poldark - Winston Graham

VOTO: 4,5/5
CONSIGLIATO: Agli amanti dei romanzi di altri tempi e a chi ama la Cornovaglia.

Salve lettori!
Perdonatemi per la lunga assenza ma in questo periodo non ho letto molto come avrei voluto a causa della "cervicalgia del lettore". Non so se esiste come patologia ma la mia cervicale mi impedisce di tenere la testa su un libro per più un tot di tempo e, per un lettore accanito, è una maledizione!!! Lato positivo (ma dovrebbe essere negativo) non ho potuto studiare per nessun esame universitario.

Tornando alla mia recensione, oggi voglio parlarvi di "Ross Poldark" del romanziere inglese Winston Graham, purtroppo passato a miglior vita nel 2003.
Si tratta del primo di tredici romanzi, inediti in Italia prima d'ora e scritti dal 1945 al 2002. Sonzogno ha deciso di pubblicare l'intera saga e spero vivamente che mantenga la promessa.

"Ross Poldark" è ambientato in Cornovaglia nella seconda metà del 1700. Ross è figlio di un piccolo possidente morto da poco, che torna a casa dopo aver combattuto per l'esercito inglese nella Rivoluzione americana. La sua proprietà, Nampara, è in totale abbandono e la sua promessa sposa, credendolo morto, sta per convolare a nozze con un altro uomo.
Ecco, non voglio dirvi di più, in quanto, a mio avviso, la quarta di copertina svela particolari che sarebbe stato meglio scoprire durante la lettura.

Credetemi vale davvero la pena leggerlo. La scrittura è raffinata e chiara, l'ho praticamente adorata in quanto ormai è difficile trovare libri scritti in modo così superlativo e con una tale intensità.
Le vicende sono interessanti e le descrizioni minuziose e mai noiose. I personaggi (che non vi voglio svelare o vi rovino la sorpresa) sono ben caratterizzati partendo da Ross che sarà veramente difficile da dimenticare e che è entrato di diritto tra i miei personaggi maschili preferiti insieme a Mr. Darcy, Capitan Wentworth e Ivanhoe.

Se vogliamo trovarci un difetto ho trovato alcune vicende importanti descritte in poco spazio mentre altre, secondo me meno importanti, descritte in uno spazio maggiore.
Il lato romantico è presente ma ridotto al lumicino, segno distintivo che è un uomo a scrivere e non una donna. Inizialmente mi ha un attimo dato fastidio questa cosa, e mi riferisco soprattutto all'inizio del terzo libro dove avviene un evento impossibile da immaginare, ma poi, continuando la lettura, si capisce che Winston Graham aveva un suo disegno da perseguire e ha soddisfatto il mio appetito da inguaribile romantica.

In conclusione vorrei sottolineare la bellezza della copertina di questo volume, un'illustrazione di Massimiliano Longo, che non solo vale da sola i 18,50€ spesi, ma sintetizza al meglio l'anima di questo romanzo: tempestoso ed emozionante.

Ed ora per superare l'astinenza non solo comincerò al più presto il secondo volume "Demelza", ma comincerò pure la serie della BBC. Qualcuno l'ha vista? Vi dico già che il Ross del libro è decisamente più "uomo" dell'attore!



Citazione:
"E fu così che scoprì che ciò che in qualche modo aveva disprezzato non era disprezzabile, che ciò che per lui era stata la soddisfazione di un appetito, un'avventura piacevole ma banale e deludente, possedeva elusive profondità, e il cuore colmo di una consapevole bellezza che non aveva mai conosciuto prima."

sabato 4 febbraio 2017

La meccanica del cuore - Mathias Malzieu

VOTO: 4/5
CONSIGLIATO: a chi reputa il lieto fine scontato.

Buonasera a tutti. Ho letto molto in questo periodo però testi universitari per la brutta sessione di questi mesi. Tra un mattone e l'altro ho avuto modo di leggere La meccanica del cuore di Mathias Malzieu.
La trama mi ispirava da un po', lo guardavo in libreria e lo posavo, lo cercavo su internet, lo mettevo nel carrello e poi lo toglievo e questo perché ero titubante a causa di pessime recensioni che ha avuto.
Mi sono decisa a prenderlo qualche settimana fa e mi sono subito buttata nella lettura per evitare di lasciarlo in libreria per mesi.
Non ci crederete ma mi è piaciuto.

Ambientato ad Edimburgo, siamo nel 1800, quando "in una vecchia casa in bilico sulla cima della collina più elevata", dove abita la strana dottoressa Madeleine da molti considerata pazza, viene al mondo un bimbo con il "cuore durissimo" che la dottoressa riesce a far funzionare applicando sul petto del piccolo un orologio a cucù.
Un giorno il piccolo Jack incontra in città una cantante andalusa di cui si innamora, ma il suo cuore è troppo delicato e Madeleine gli dice:
"Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi".
Ma Jack ascolterà Madeleine o seguirà il suo delicato ma innamorato cuore?

Credetemi, questo libro è delicato come una fiaba ma duro come la realtà.
 Le parole sono usate con maestria e ci sono molte metafore che rendono il tutto abbastanza poetico. Scoprire a fine lettura che l'autore è anche un cantante rock mi ha fatto comprendere ancor di più il ritmo del libro che scorre come se fosse una canzone.
La storia è sicuramente insolita ma godibile, con una buona dose di gotico.
Il messaggio dell'autore è chiaro: nessun cuore esce indenne dall'amore. Tutti i personaggi, Jack, Miss Acacia, Joe, Madeleine, Méliès, provano o hanno provato l'amore e ognuno di loro ha subito la sofferenza che ne consegue.
Non è adatto a chi vuole il lieto fine e il vissero felici e contenti, e per me che amo e venero il lieto fine è stato un po' doloroso, ma se volete buttarvi in questa storia, regolate il vostro cuore-orologio e buona lettura perché resta un bellissimo libro.