giovedì 19 gennaio 2017

Stormbird - Conn Iggulden

VOTO: 3.5/5
CONSIGLIATO: Solo per veri amanti del genere storico.

Mi ritrovo oggi a parlarvi, con un po' di ritardo causa studio matto e disperato, di Stormbird di Conn Iggulden.
Primo volume di quattro della saga de La Guerra delle Rose comincia nell'anno 1377 nel giorno della morte del Re d'Inghilterra Edoardo III per poi fare un salto avanti di sessantasei anni per ritrovarci nell'Inghilterra di re Enrico VI, un re debole e malaticcio, che  chiede al capo delle spie Derry Brewer la pace con la Francia. La soluzione c'è e sarebbe un matrimonio tra il re e Margherita d'Angiò, figlia di Renato, soprattutto perché "quel pavone del re di Francia non solo ascolta il duca d'Angiò, ma gli deve la corona, gli deve tutto".

La prima parte del libro è tutta concentrata su questo matrimonio che divide l'Inghilterra mentre nella seconda parte (dal ventitreesimo capitolo in modo più calcato) comincia a venir fuori la rivalità tra i Lancaster, la rosa rossa e gli York, la rosa bianca, soprattutto dopo la perdita dei domini inglesi in terra francese.

Nella prima parte oltre che di Derry Brewer, capo delle spie e personaggio di fantasia che è davvero quello più stimolante di tutto il libro, abbiamo un ritratto interessante di William de la Pole e di quello che ha fatto per combinare il matrimonio tra il sovrano e Margherita d'Angiò.
Altri personaggi sono Thomas Woodchurch che funge da punto di vista nei territori francesi e poi, in seguito, come combattente per la rivolta guidata da Jack Cade.

Personalmente appena comprato il libro, credo uno o due anni fa, lo cominciai a leggere superentusiasta soprattutto perché è uno spaccato di storia che mi ha sempre interessato ma che non ho mai né studiato né letto in altri romanzi ma, paradossalmente, dopo duecento pagine l'ho abbandonato al suo destino in libreria. Questo è spiegato dal fatto che inizia in modo attraente soprattutto quando si parla di Margherita d'Angiò ma rallenta moltissimo nei capitoli di Thomas Woodchurch.
Mi sono decisa, dopo questa lunga pausa, a rileggerlo e finirlo e sono stata molto contenta.

Nella seconda parte, proprio poco prima a dove mi ero fermata due anni fa, comincia la rivolta di Jack Cade, esce fuori tutto il coraggio di Margherita e si parla del sacrificio bellico e della morte di William de la Pole, che è descritta in modo magistrale (e non è uno spoiler questo eh, è purtroppo un fatto noto, anche se ci sono rimasta malissimo comunque). Si comincia a capire la rivalità tra Lancaster e York, consiglio di consultare spesso i vari alberi genealogici inseriti nel libro, aiutano tantissimo a non perdersi e, nonostante si conoscano già gli eventi a grandi linee, ci sta quell'attaccamento e quell'ansia che portano il lettore a voler sapere sempre di più pagina dopo pagina.

In conclusione posso dire che è stata una lettura particolare e storicamente perfetta. Logicamente, essendo un romanzo, l'autore si è preso delle libertà come creare personaggi in più e, penso, anche quella di far credere al lettore che la causa delle malattie del sovrano siano responsabilità del dottore che lo cura con metodi barbari, ma non stonano con il lato storico e non sembra, così, un manuale di storia.

Ho dato un voto di tre e mezzo perché, oltre al ritmo lento della prima parte, credo proprio che i prossimi, essendo nel pieno dello scontro tra le due fazioni, saranno molto più intriganti.

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