lunedì 8 maggio 2017

Letture di Aprile 2017

Salve lettori e lettrici! Purtroppo non sto dedicando molto tempo al mio blog e ciò mi dispiace infinitamente. Mi manca il tempo materiale per recensire un libro in modo completo ed esauriente.
Per ovviare a questo inconveniente, questo mese, ho pensato bene di creare un post con alcune delle mie letture di Aprile.




Ho cominciato il mese leggendo il dolcissimo Winnie Puh di Alan A. Milne, prestatomi dalla mia amica Michela.
Le avventure di Puh e dei suoi amici fanno sorridere per la loro semplicità e tenerezza. Fanno bene al cuore. Penso che un bambino ne rimane incantato e un adulto ne sorride. Utilissimo se si ha bisogno di rilassarsi e di passare un po' di tempo in modo spensierato. I disegni, poi, sono una vera chicca.





Subito dopo è venuto il turno di The invasion of the Tearling di Erika Johansen, letto sopratutto in attesa del terzo ed ultimo della saga del Tearling.
L'inizio di questo è stato un po' sottotono e a volte noioso. La protagonista è in preda a sbalzi d'umore e d'ormoni, in balia di istinti sessuali che mi hanno fatto storcere il naso e non perché io sia una bigotta (credetemi se vi dico che non lo sono) ma perché questo suo lato non è fine alla storia in sé e sembra quasi messo lì per allungare il brodo. La Kelsea che mi piace è quella che affronta le complicazioni sul suo cammino e i poteri forti della società. La seconda parte del libro è stata molto più veloce, ho trovato la parte di Lily, attraverso cui il lettore scopre come è avvenuto il Passaggio, molto interessante e quasi geniale. La parte di Lily ha offuscato un bel po' la parte della protagonista. Il terzultimo mi arriva mercoledì e potrò dare, poi, un giudizio complessivo all'intera saga.


Lettura più rosa e d'evasione è stata quella di L'amore non è un gioco per ragazze perbene dell'attrice Talulah Riley (famosa per il ruolo di Mary Bennet nella trasposizione cinematografica di "Orgoglio e Pregiudizio" del 2005 con Keira Knightley e Matthew MacFadyen). La storia l'ho trovata scorrevole, ben scritta. Ci sta umanità, sentimento e tutte le varie sfumature dell'amore. I personaggi sono Bernadette di cui l'autrice ci regala un ritratto perfetto e dettagliato. Di lei sappiamo passato, presente, sogni e difetti. Il personaggio maschile, Radley, non è il solito stereotipo da romanzo rosa, la Riley lo rende "umano".
Unica pecca di questo libro è il finale: poco incisivo e senza pathos. Mi ha completamente svuotata delle emozioni emerse in 200 e passa pagine.



Ed ecco un italiano. Ne leggo davvero pochi di libri di italiani un po' per pregiudizio e un po' perché mi ispirano sempre di più le opere d'oltreoceano.
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile è stato un libro pieno di dolore e di aspettativa. Con il protagonista Michele viviamo l'abbandono e il suo crescere in cinque giorni di ricerca di sua madre, che lo ha abbandonato quando era solo un bambino.
Si legge molto velocemente ma è stato, anche questo, molto più bello nelle prime parti che nel finale.




Vera delusione del mese è stato Kitchen di Banana Yoshimoto. Sono sempre stata incuriosita da questo titolo e la mia amica Michela mi ha dato la possibilità di leggerlo prestandomelo. Mi viene da esclamare: "Menomale che non l'ho comprato!". Sarà che ho una sensibilità diversa e non l'ho compreso appieno ma non mi ha entusiasmata per niente. Mi sa tanto di inconcluso. Protagonista vera è la morte e tutto ciò che la riguarda, e già questo è tutto dire.
Peccato.



E voi cosa avete letto in questo aprile?

lunedì 27 marzo 2017

Illuminae - Illuminae File_01 - Amie Kaufman & Jay Kristoff



VOTO: 5/5
CONSIGLIATO: Agli amanti della fantascienza e delle impaginazioni pazze.

Buona giornata piovosa a tutti! Qualche settimana fa mi sono imbattuta sui social in "Illuminae" così tante volte che presa dalla curiosità e avendo uno sconto del 15% da La Feltrinelli, trovandomi a Napoli, mi sono decisa a fare questa pazzia.
I 22 euro mi frenavano un bel po' ma una volta preso in mano il volume e aver visto che non solo sono 599 pagine, non solo è un libro in copertina rigida e non solo ha una sovracopertina plastificata, tutte le pagine all'interno sono una raccolta di file digitali, resoconti militari, trascrizioni di interrogatori e email (vi allego delle foto dell'interno perché trovo difficile spiegarlo a parole). Diciamo che sono 22 euro meritati anche solo per l'impaginazione e il design. In libreria fa la sua bella figura sicuramente, e soprattutto se come me avete innumerevoli libri con copertina nera, l'arancio spicca in cotanta oscurità.

Concentrandomi sulla sostanza del libro posso dirvi che è stato scritto a due mani da due autori australiani, Amie Kaufman e Jay Kristoff, e che è il primo di una trilogia (il secondo si chiama Gemina ed è già uscito all'estero, mentre il terzo è ancora senza titolo).

La storia comincia nel anno 2575, gli uomini vivono in diversi pianeti e utilizzano potenti navi spaziali. Gli autori non ci descrivono la realtà del periodo ma è intuibile dai documenti. 
Sul pianeta di ghiaccio Karenza la nave della BeiTech invade il pianeta. Kady Grant, pochi secondi prima dell'invasione, lascia il ragazzo, Ezra Mason, ma non sa che il destino quel giorno ha deciso di costringerli a fuggire insieme.
I guai, però, non finisco qui, dopo alcuni giorni dall'invasione, su una delle navi spaziali venute in soccorso al pianeta e quindi con un bel carico di civili, comincia a diffondersi un patogeno classe alfa zero e l'intelligenza artificiale, AIDAN, pensa bene di risolvere il problema a modo suo: facendo fuoco.
Questo è molto in breve la trama, i fatti principali, ma ci sono altri avvenimenti che si verificano e che rendono il tutto ancor più misterioso e da cardiopalma. 

Il ritmo è serrato, i lettori sono quasi costretti a non staccare gli occhi dal libro per capire quello che avviene. Mentre leggevo non mi sono persa una parola talmente tanta era la curiosità di sapere quali sarebbero stati gli eventi e talmente tanta era la voglia di scoprire indizi per le mie intuizioni.
A proposito, non so se è rilevante, ma ci ho trovato talmente tanti morti che i due autori sembrano allievi di Martin!
C'è poco spazio ai sentimenti, o meglio, ci sono ma non la fanno da protagonista e ciò rende "Illuminae" un libro più per gli amanti del genere sci-fi e per chi ci si sta avvicinando piuttosto che un libro "young adult" adatto solamente a ragazzine in crisi ormonale alla ricerca di sensazioni forti e paranormali. A volte, durante la lettura, dimenticavo completamente che i personaggi principali fossero due adolescenti!

La mia paura più grande, venutami dopo aver letto alcune opinioni su aNobii, era quella di perdermi nell'insieme di documenti e parole tecniche, sopratutto perché molti lettori hanno sentito la mancanza di un testo tradizionale. A tal riguardo devo dire che Kaufman e Kristoff sono stati, invece, non solo bravissimi nel mantenere l'intreccio, nel rendere il libro interessante, nel non lasciare aspetti insoluti ma geniali nel trovare questo modo di raccontare la loro storia che l'ha resa unica nel suo genere.

Il personaggio principale è senza dubbio Kady Grant, un'adolescente nerd (nel vero senso del termine). Non è la solita ragazza impaurita e chiacchierona con la sindrome da vittima incompresa così tanto di moda ultimamente ma, nonostante tutto ciò che subisce, affronta i problemi con volontà e forza d'animo. Sfugge all'arruolamento forzato e vuole a tutti i costi scoprire la verità su quello che accade.
Altro personaggio di spicco è Ezra Mason, più tenerone di Kady, perdutamente innamorato di lei ma non in modo fastidioso (non serve l'insulina tranquilli). Si lascia un po' vincere dagli eventi e si arruola come pilota.
Anche se non in carne d'ossa anche AIDAN merita di essere citato tra i personaggi principi della storia, ma non voglio svelarvi nulla su quest'intelligenza artificiale per paura di darvi anticipazioni involontarie sulla storia.

Per il resto è un libro che merita davvero di essere letto e l'ultima pagina lascia presagire un seguito niente male, speriamo solo che in Italia esca presto perché la curiosità è tanta.
Spero che se avevate dubbi sull'acquisto ve li ho tolti con questo mio post. Vi lascio altre foto del libro e buone letture a tutti!!!

Citazioni:

Certo, la storia comincia con la morte di migliaia di persone, ma per l'amor di dio, niente parolacce, giusto?

Bastano due minuti fuori per capire quanto poco ne sai. Sei una briciola animata di carbonio e acqua, e ci sono solo sette centimetri di ceramica balistica tra te e il nulla. Novantatré miliardi di anni luce di nulla, c***o. Non c'è un alto né un basso. Né cielo né terra. Soltanto buio infinito punteggiato da scintille di luce più vecchie di te e di tutta la tua specie messa in fila. Ti vuoi sentire piccolo? Passa sessanta secondi alla guida di un Cyclone, amico. Guarda il nulla e senti il nulla che ti guarda. Lì capisci esattamente quanto vali.

L'uomo muore in tutti coloro che tacciono di fronte alla tirannia.

Trovo curioso che gli esseri umani nei momenti di stress traggano conforto nell'invocazione di nomenclatura deifica. A me non serve a nulla. Onnipotente Vishnu... Misericordioso Allah... Immenso e caritatevole Jahvè... No. Niente. 

Foto:




















sabato 18 marzo 2017

Quattrocento - Susana Fortes

VOTO: 1/5
CONSIGLIATO: C'è di meglio in circolazione

Salve lettori! Scusate la lunga assenza ma ho pensato bene di fare una capatina a Disneyland Paris e nella nostra bella capitale, Roma.
Con la lettura del post di oggi, invece, ci trasferiamo a Firenze.
Per il club di lettura, che ho con la mia amica Michela, abbiamo pensato di leggere Quattrocento di Susana Fortes. Ad entrambe la copertina e la trama entusiasmava parecchio ed entrambe abbiamo avuto una cocente delusione.

Vi riporto ciò che è scritto dietro al libro:
Il 26 aprile 1478 la storia del Rinascimento italiano e forse anche quella dell'Europa stavano per cambiare radicalmente. Quella mattina, davanti all'altare maggiore della cattedrale di Firenze, stava per divampare quella che è passata alla Storia come la congiura dei Pazzi. Se tu editore, o chi per esso, mi scrivi una cosa del genere su un libro mi inviti a nozze, amo il Rinascimento italiano e la congiura dei Pazzi.

Poi continua così: Dal Rinascimento ai giorni nostri, il filo rosso di un complotto attraversa la Storia. Dall'arte alla realtà, un quadro enigmatico rivela una vicenda affascinante e terribile. Perché le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti agli occhi. E talvolta un dipinto ci permette di scoprire un segreto. Scoperto che vi è anche un collegamento con il presente, il gioco è fatto, libreria prenditi i miei soldi e dammi questo libro. 

Convinta di avere tra le mani un libro meraviglioso, dopo averne letto qualche capitolo, mi sono resa conto di aver preso un granchio. Ho tra le mani uno spreco di carta. Sono triste per i poveri alberi che ci sono voluti per farlo.
Non si riesce ad individuare cosa l'autrice aveva intenzione di fare: scrivere un libro stile Dan Brown? scrivere un harmony? (e qualcuno ne ho letto, ma mi sono piaciuti addirittura di più!).

Il libro ha una parte ambientata nei giorni nostri dove Ana Sotomayor, una studentessa spagnola, si trova a Firenze per scrivere la sua tesi di laurea, facendosi aiutare dal suo professore sessantenne, vecchio amico del padre di lei.
L'altra parte è ambientata nella Firenze del 1400 e si concentra sulla figura del pittore Pierpaolo Masoni e del suo aiutante Luca di Credi, entrambi di fantasia ed inseriti tra personaggi veramente esistiti come Lorenzo de' Medici, Leonardo e Verrocchio.
Elementi che non mi sono piaciuti per niente sono stati in primis l'inserimento di metafore, giri di parole, descrizioni non utili ai fini della storia che sembrano essere messi lì giusto per allungare il brodo. La Fortes si perde tra i "forse" e i "ma" e tedia.
Non ho apprezzare la storia d'amore tra studentessa e professore, sembra essere discordante con il resto del libro e non emoziona per niente, al massimo fa venire i brividi.
La storia del quadro del Masoni, inoltre, si scontra con i fatti di cronaca italiana (ad esempio la vicenda di Giuliana Sgrena) che la Fortes inserisce senza un perché insieme alle critiche su Firenze e i giapponesi.
Molte questioni sollevate durante la lettura, poi, non si sviluppano e restano un punto interrogativo.
Durante la lettura bramavo la fine come si brama un sorso d'acqua nel deserto.
Più che un libro, è un minestrone, deludente e impasticciato.
Statene alla larga se potete!
Alla prossima!


giovedì 23 febbraio 2017

Ross Poldark - Winston Graham

VOTO: 4,5/5
CONSIGLIATO: Agli amanti dei romanzi di altri tempi e a chi ama la Cornovaglia.

Salve lettori!
Perdonatemi per la lunga assenza ma in questo periodo non ho letto molto come avrei voluto a causa della "cervicalgia del lettore". Non so se esiste come patologia ma la mia cervicale mi impedisce di tenere la testa su un libro per più un tot di tempo e, per un lettore accanito, è una maledizione!!! Lato positivo (ma dovrebbe essere negativo) non ho potuto studiare per nessun esame universitario.

Tornando alla mia recensione, oggi voglio parlarvi di "Ross Poldark" del romanziere inglese Winston Graham, purtroppo passato a miglior vita nel 2003.
Si tratta del primo di tredici romanzi, inediti in Italia prima d'ora e scritti dal 1945 al 2002. Sonzogno ha deciso di pubblicare l'intera saga e spero vivamente che mantenga la promessa.

"Ross Poldark" è ambientato in Cornovaglia nella seconda metà del 1700. Ross è figlio di un piccolo possidente morto da poco, che torna a casa dopo aver combattuto per l'esercito inglese nella Rivoluzione americana. La sua proprietà, Nampara, è in totale abbandono e la sua promessa sposa, credendolo morto, sta per convolare a nozze con un altro uomo.
Ecco, non voglio dirvi di più, in quanto, a mio avviso, la quarta di copertina svela particolari che sarebbe stato meglio scoprire durante la lettura.

Credetemi vale davvero la pena leggerlo. La scrittura è raffinata e chiara, l'ho praticamente adorata in quanto ormai è difficile trovare libri scritti in modo così superlativo e con una tale intensità.
Le vicende sono interessanti e le descrizioni minuziose e mai noiose. I personaggi (che non vi voglio svelare o vi rovino la sorpresa) sono ben caratterizzati partendo da Ross che sarà veramente difficile da dimenticare e che è entrato di diritto tra i miei personaggi maschili preferiti insieme a Mr. Darcy, Capitan Wentworth e Ivanhoe.

Se vogliamo trovarci un difetto ho trovato alcune vicende importanti descritte in poco spazio mentre altre, secondo me meno importanti, descritte in uno spazio maggiore.
Il lato romantico è presente ma ridotto al lumicino, segno distintivo che è un uomo a scrivere e non una donna. Inizialmente mi ha un attimo dato fastidio questa cosa, e mi riferisco soprattutto all'inizio del terzo libro dove avviene un evento impossibile da immaginare, ma poi, continuando la lettura, si capisce che Winston Graham aveva un suo disegno da perseguire e ha soddisfatto il mio appetito da inguaribile romantica.

In conclusione vorrei sottolineare la bellezza della copertina di questo volume, un'illustrazione di Massimiliano Longo, che non solo vale da sola i 18,50€ spesi, ma sintetizza al meglio l'anima di questo romanzo: tempestoso ed emozionante.

Ed ora per superare l'astinenza non solo comincerò al più presto il secondo volume "Demelza", ma comincerò pure la serie della BBC. Qualcuno l'ha vista? Vi dico già che il Ross del libro è decisamente più "uomo" dell'attore!



Citazione:
"E fu così che scoprì che ciò che in qualche modo aveva disprezzato non era disprezzabile, che ciò che per lui era stata la soddisfazione di un appetito, un'avventura piacevole ma banale e deludente, possedeva elusive profondità, e il cuore colmo di una consapevole bellezza che non aveva mai conosciuto prima."

sabato 4 febbraio 2017

La meccanica del cuore - Mathias Malzieu

VOTO: 4/5
CONSIGLIATO: a chi reputa il lieto fine scontato.

Buonasera a tutti. Ho letto molto in questo periodo però testi universitari per la brutta sessione di questi mesi. Tra un mattone e l'altro ho avuto modo di leggere La meccanica del cuore di Mathias Malzieu.
La trama mi ispirava da un po', lo guardavo in libreria e lo posavo, lo cercavo su internet, lo mettevo nel carrello e poi lo toglievo e questo perché ero titubante a causa di pessime recensioni che ha avuto.
Mi sono decisa a prenderlo qualche settimana fa e mi sono subito buttata nella lettura per evitare di lasciarlo in libreria per mesi.
Non ci crederete ma mi è piaciuto.

Ambientato ad Edimburgo, siamo nel 1800, quando "in una vecchia casa in bilico sulla cima della collina più elevata", dove abita la strana dottoressa Madeleine da molti considerata pazza, viene al mondo un bimbo con il "cuore durissimo" che la dottoressa riesce a far funzionare applicando sul petto del piccolo un orologio a cucù.
Un giorno il piccolo Jack incontra in città una cantante andalusa di cui si innamora, ma il suo cuore è troppo delicato e Madeleine gli dice:
"Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi".
Ma Jack ascolterà Madeleine o seguirà il suo delicato ma innamorato cuore?

Credetemi, questo libro è delicato come una fiaba ma duro come la realtà.
 Le parole sono usate con maestria e ci sono molte metafore che rendono il tutto abbastanza poetico. Scoprire a fine lettura che l'autore è anche un cantante rock mi ha fatto comprendere ancor di più il ritmo del libro che scorre come se fosse una canzone.
La storia è sicuramente insolita ma godibile, con una buona dose di gotico.
Il messaggio dell'autore è chiaro: nessun cuore esce indenne dall'amore. Tutti i personaggi, Jack, Miss Acacia, Joe, Madeleine, Méliès, provano o hanno provato l'amore e ognuno di loro ha subito la sofferenza che ne consegue.
Non è adatto a chi vuole il lieto fine e il vissero felici e contenti, e per me che amo e venero il lieto fine è stato un po' doloroso, ma se volete buttarvi in questa storia, regolate il vostro cuore-orologio e buona lettura perché resta un bellissimo libro.

sabato 21 gennaio 2017

Flawed - Gli imperfetti - Cecelia Ahern

VOTO: 5/5
CONSIGLIATO: Non solo a chi ama il genere young adult

Cominciato alle 22 e finito alle 3 e mezza, Flawed di Cecelia Ahern mi ha non solo tenuta sveglia ma mi è innanzitutto piaciuto tantissimo.
Un po' spaventata per questa svolta young adult di una delle mie scrittrici preferite in assoluto, ho comprato questo libro all'uscita (come per tutti i libri di Cecelia Ahern) ma il tempo e, forse anche la voglia di leggerlo, scarseggiava.
Ieri cercavo qualcosa di non troppo impegnativo, dato che sto leggendo anche Guerra e pace di Lev Tolstoj, e  mi sono lasciata tentare.

Flawed è ambientato nell'epoca moderna in una società che punisce gli imperfetti con il marchio di "Fallati".
I Fallati non saranno mai più visti di buon occhio dalla società civile e porteranno a vita, e anche dopo la morte, questa etichetta. Protagonista è Celestine North, figlia, studentessa e fidanzata perfetta che dopo aver assistito al prelevamento della sua vicina di casa come Fallata, comincia a porsi delle domande sulla tanto da lei venerata Gilda, il tribunale che giudica i comportamenti impropri, fino a che, un atto di compassione, la porta ad aiutare un Fallato (atto vietato) e a trovarsi lei stessa ad essere processata. Non servirà a nulla essere fidanzata con il figlio del giudice più importante della Gilda, non servirà a nulla conoscerlo per bene perché il marcio è proprio in questa istituzione.

Questo libro mi ha convinto sempre di più che Cecelia Ahern non è solo una delle scrittrici più brave che seguo ma ha il dono di tirare fuori storie reali nonostante "quel tratto fantasy" che mette in quasi tutti i suoi libri. Mi spiego meglio. In "Cose che avrei preferito non dire" dà un corpo alla Vita, in "Se tu mi vedessi ora" rende reale un amico immaginario e qui rende reali le imperfezioni e l'omertà. Tutti sanno e si credono perfetti, ma se non vengono toccati in prima persona girano la faccia alle ingiustizie e ai soprusi mascherate da Giustizia.

Dire che è un young adult è un errore, è più profondo di quanto si pensi, ma essendo inserito in un filone del genere potrà solo aiutare ed essere di ispirazione ai ragazzi che lo leggeranno.
Nei "Ringraziamenti" Cecelia Ahern scrive: "Ho scritto questo libro piena di rabbia, amore e passione: ogni singola parola e sentimento vengono dal mio cuore. Se c'è un messaggio che vorrei che passasse attraverso queste pagine, è questo: Nessuno è perfetto. Non facciamo finta che non sia così. E non abbiamo paura delle nostre imperfezioni. Non bolliamo gli altri, illudendoci di non essere come loro. Accettiamo il fatto che essere umano significa essere Fallati, e impariamo da ogni errore che commettiamo, in modo da non ripeterli".
Nessuno è perfetto e nessuno come la Ahern è riuscito mai a dirlo così forte e chiaro.
Non vedo l'ora adesso che esce il secondo!

giovedì 19 gennaio 2017

Stormbird - Conn Iggulden

VOTO: 3.5/5
CONSIGLIATO: Solo per veri amanti del genere storico.

Mi ritrovo oggi a parlarvi, con un po' di ritardo causa studio matto e disperato, di Stormbird di Conn Iggulden.
Primo volume di quattro della saga de La Guerra delle Rose comincia nell'anno 1377 nel giorno della morte del Re d'Inghilterra Edoardo III per poi fare un salto avanti di sessantasei anni per ritrovarci nell'Inghilterra di re Enrico VI, un re debole e malaticcio, che  chiede al capo delle spie Derry Brewer la pace con la Francia. La soluzione c'è e sarebbe un matrimonio tra il re e Margherita d'Angiò, figlia di Renato, soprattutto perché "quel pavone del re di Francia non solo ascolta il duca d'Angiò, ma gli deve la corona, gli deve tutto".

La prima parte del libro è tutta concentrata su questo matrimonio che divide l'Inghilterra mentre nella seconda parte (dal ventitreesimo capitolo in modo più calcato) comincia a venir fuori la rivalità tra i Lancaster, la rosa rossa e gli York, la rosa bianca, soprattutto dopo la perdita dei domini inglesi in terra francese.

Nella prima parte oltre che di Derry Brewer, capo delle spie e personaggio di fantasia che è davvero quello più stimolante di tutto il libro, abbiamo un ritratto interessante di William de la Pole e di quello che ha fatto per combinare il matrimonio tra il sovrano e Margherita d'Angiò.
Altri personaggi sono Thomas Woodchurch che funge da punto di vista nei territori francesi e poi, in seguito, come combattente per la rivolta guidata da Jack Cade.

Personalmente appena comprato il libro, credo uno o due anni fa, lo cominciai a leggere superentusiasta soprattutto perché è uno spaccato di storia che mi ha sempre interessato ma che non ho mai né studiato né letto in altri romanzi ma, paradossalmente, dopo duecento pagine l'ho abbandonato al suo destino in libreria. Questo è spiegato dal fatto che inizia in modo attraente soprattutto quando si parla di Margherita d'Angiò ma rallenta moltissimo nei capitoli di Thomas Woodchurch.
Mi sono decisa, dopo questa lunga pausa, a rileggerlo e finirlo e sono stata molto contenta.

Nella seconda parte, proprio poco prima a dove mi ero fermata due anni fa, comincia la rivolta di Jack Cade, esce fuori tutto il coraggio di Margherita e si parla del sacrificio bellico e della morte di William de la Pole, che è descritta in modo magistrale (e non è uno spoiler questo eh, è purtroppo un fatto noto, anche se ci sono rimasta malissimo comunque). Si comincia a capire la rivalità tra Lancaster e York, consiglio di consultare spesso i vari alberi genealogici inseriti nel libro, aiutano tantissimo a non perdersi e, nonostante si conoscano già gli eventi a grandi linee, ci sta quell'attaccamento e quell'ansia che portano il lettore a voler sapere sempre di più pagina dopo pagina.

In conclusione posso dire che è stata una lettura particolare e storicamente perfetta. Logicamente, essendo un romanzo, l'autore si è preso delle libertà come creare personaggi in più e, penso, anche quella di far credere al lettore che la causa delle malattie del sovrano siano responsabilità del dottore che lo cura con metodi barbari, ma non stonano con il lato storico e non sembra, così, un manuale di storia.

Ho dato un voto di tre e mezzo perché, oltre al ritmo lento della prima parte, credo proprio che i prossimi, essendo nel pieno dello scontro tra le due fazioni, saranno molto più intriganti.