sabato 9 settembre 2017

Saghe completate in questa estate torrida pt. 1: La saga del Tearling


VOTO: 2,5/5
CONSIGLIATO: A chi vuole farsi del male e ha del tempo da perdere

Ormai sul mercato letterario si trovano sempre più saghe, di tutti i generi e in varie salse. Quest'estate ne ho concluse solo tre: la saga del Tearling di Erika Johansen, la saga di Paper Magician di Charlie N. Holmberg e quella di Passenger di Alexandra Bracken.

Comincio da quella del Tearling. Vi avverto che farò alcuni spoiler. Questa saga di Erika Johansen è composta da tre volumi: The Queen of the Tearling, The Invasion of the Tearling e The Fate of the Tearling. Pubblicata magnificamente dalla Multiplayer, è un'edizione bellissima stampata su carta avorio e corredata da illustrazioni, non bellissime ma da apprezzare. I lati positivi, a mio avviso, però, finiscono qui.

TRAMA DI "THE QUEEN OF THE TEARLING":
Il giorno del suo diciannovesimo compleanno la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio alla volta del castello in cui è nata per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Kelsea è una ragazza determinata che adora leggere e imparare e che somiglia ben poco a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Kelsea sarà pure inesperta, ma non è indifesa: al collo porta lo zaffiro di Tearling, un gioiello dagli immensi poteri magici, ed è accompagnata dalla Guardia della Regina, un gruppo scelto di coraggiosi cavalieri guidato dall’enigmatico e fedele Lazarus. Kelsea avrà bisogno di tutti loro per sopravvivere alla cabala di nemici che cercherà di impedire la sua incoronazione con ogni mezzo, da sicari dai mantelli cremisi a tremendi incantesimi di sangue. Nonostante il suo sangue reale, Kelsea è ancora una giovane piena di insicurezze, una bambina chiamata a guidare un popolo e un regno dei quali non sa praticamente nulla. Quello che scoprirà nella capitale, però, cambierà tutto, mettendola di fronte a orrori inimmaginabili. Sarà un gesto semplice quanto audace a gettare il regno nel caos, scatenando la vendetta della tirannica sovrana della vicina Mortmesne: la Regina Rossa, una strega posseduta dalla magia oscura. Kelsea dovrà scoprire di chi fidarsi tra i suoi servitori, i nobili di corte e le sue stesse guardie del corpo. La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea dovrà affrontare un viaggio alla scoperta di sé stessa e una prova del fuoco che la faranno diventare una leggenda… se solo riuscirà a sopravvivere.
Il primo libro, che ho letto a marzo, mi ha lasciato la speranza che poteva migliorare volume dopo volume. Lo trovai lento e molto introduttivo, ma ciò era giustificato dal fatto che la Johanson ci stava trasportando in un mondo completamente inventato e di cui ci servivano le basi. 
La saga del Tearling è ambientato in un mondo futuro senza internet, senza polvere da sparo, senza tecnologia, con pochi libri e pochi medici. La protagonista, Kelsea, è una ragazza erede al trono bruttina e piuttosto scialba. Antagonista: una regina bellissima di un regno vicino con più di cento anni. Tra i personaggi di contorno abbiamo un ladro di nome Fetch, le guardie della regina e i componenti della Chiesa di Dio. 
Cavolini, i presupposti per una saga da paura ci stavano tutti! La speranza di un miglioramento la riposi nel secondo volume e a questo diedi un giudizio di tre stelle su cinque.

Ad aprile ebbi tra le mani il secondo volume. La lettura, seppur sempre abbastanza lenta, mi piacque un po' di più e piano piano la Johansen cominciava a sbrogliare la matassa, anche se rimanevano non spiegate un bel po' di cose. Assistiamo però, agli sbalzi ormonali di Kelsea, che mi hanno irritato non poco. Più che una regina, in molte parti, sembrava una pazza assatanata: comincia ad usare violenza su di sé per reprimere la rabbia e smania dalla voglia di provare piacere (e per soddisfarli utilizza una sua guardia personale, Pen, che è un vero allocco)! Tralasciando questi piccoli ma grandi particolari, torna la Kelsea interessante quando affronta i poteri forti e soprattutto la Chiesa di Dio. In questo volume l'autrice inserisce anche un salto temporale per spiegare il Passaggio dalla vecchia realtà alla nuova, che ci viene spiegato attraverso le vicende di Lily, e che Kelsea vive in trance. Questa parte ricordo che mi piacque tanto e forse proprio per questo il mio giudizio aumentò di mezza stella.

Il crollo, o come si dice da me, lo "scatafascio", si ha con il volume conclusivo che ho letto in questa lunga estate torrida, nel mese di luglio. La Johanson si è trovata con le mani in tanti di quegli intrecci che, ahimé, non è stata più in grado di gestire, ha strafatto e ha mandato tutto alle ortiche. Kelsea vince il Nobel per personaggio principale più antipatico che ci sia, la Regina Rossa come antagonista più puerile che ci sia. In questo libro abbiamo altri salti temporali e conosciamo anche Katie, una sua antenata, che sembrava un tipo forte ma che poi farà acqua da tutte le parti. In pratica quest'ultima cede alle lusinghe di Row, cioè il cattivo bastardo numero uno che manovrava anche la Regina Rossa. Mi spiego meglio: Katie scopre che Row è un bastardo e che fa? Ci fa sesso logico! E lui? Ti uccide la madre, logico! E Katie che fa poi? Finisce in gattabuia con Jonathan Tear (figlio di Lily e di William, colui che ha permesso il Passaggio alla nuova realtà) e lei secondo voi che fa? Ci fa sesso, logico! E il tutto in pochi capitoli che, tramutati nel tempo del libro, corrispondono a tipo un paio di giorni (e avrà una progenie e non saprà nemmeno chi è il padre ma tanto Jonathan e Row si scoprono essere fratellastri quindi...). Sono anche questi elementi romantici, ma nemmeno tanto romantici, messi alla bell' e meglio che hanno suscitato in me sentimenti di odio verso quest'opera. Se volete vi parlo anche del finale. Premetto che secondo me la Johanson non sapeva come finirlo. Tutto avviene in pochissime pagine. Jonathan muore per mano del fantasma della madre che invece di uccidere chi gli voleva far del male, uccide il figlio. Vi spiego perché. Anzi no, non posso, perché l'autrice non lo ha spiegato nemmeno a noi lettori. Ho riletto quelle parti più volte ma niente, il motivo non si sa. Tornando a Kelsea incontra in trance William Tear che le fa scegliere un futuro alternativo, ma lei anche se tutti sono salvi etc etc, non è contenta. Il libro finisce così. Il finale è aperto e ho una paura matta di un quarto libro, che penso di non comprare né leggere (a meno che il mio istinto autolesionista vinca la battaglia con il mio istinto all'autoconservazione).
Stelline per questo terzo volume sono due e mezzo su cinque. 

In conclusione posso dire di essere arrabbiata che un'idea così e delle basi così buone, hanno portato a questo. Sarebbe stato un buon distopico, ma le questioni, i cavilli, etc... vanno spiegate anche, e soprattutto, in libri del genere.

mercoledì 30 agosto 2017

Scuse per la lunga assenza

Salve a tutti!
Mi piacerebbe dirvi che sono assente da maggio su questo blog perché sono stata in vacanza a Bora Bora per poi fare tappa in Florida. In realtà così non è. Abito in un luogo turistico, uno scoglio famoso in mezzo al mare, e il lavoro, che fortunatamente non manca, mi assorbe completamente.
Ho anche del tempo libero, per carità, ma lo passo per lo più leggendo, per recuperare tutti i duecento e passa libri che ho accumulato negli anni.
Volete una lista? Oh certo, prima o poi la pubblico, promesso! Intanto potete farvi un giro sul mio profilo aNobii dove sono inseriti (quasi) tutti.
Apro e chiudo parentesi: ma a voi aNobii in questa nuova veste piace? Volete la mia opinione? Era molto meglio prima...
Sono così felice che l'estate è agli sgoccioli. Non vedo l'ora di poter stare nella mia stanza con il temporale fuori, una coperta addosso e un bel libro tra le mani, sperando, ovviamente, che quel libro non sia un mattone da studiare per l'università!
Ed ora corro a preparare un bel post con le mie letture estive, buon settembre a tutti!💕

lunedì 8 maggio 2017

Letture di Aprile 2017

Salve lettori e lettrici! Purtroppo non sto dedicando molto tempo al mio blog e ciò mi dispiace infinitamente. Mi manca il tempo materiale per recensire un libro in modo completo ed esauriente.
Per ovviare a questo inconveniente, questo mese, ho pensato bene di creare un post con alcune delle mie letture di Aprile.




Ho cominciato il mese leggendo il dolcissimo Winnie Puh di Alan A. Milne, prestatomi dalla mia amica Michela.
Le avventure di Puh e dei suoi amici fanno sorridere per la loro semplicità e tenerezza. Fanno bene al cuore. Penso che un bambino ne rimane incantato e un adulto ne sorride. Utilissimo se si ha bisogno di rilassarsi e di passare un po' di tempo in modo spensierato. I disegni, poi, sono una vera chicca.





Subito dopo è venuto il turno di The invasion of the Tearling di Erika Johansen, letto sopratutto in attesa del terzo ed ultimo della saga del Tearling.
L'inizio di questo è stato un po' sottotono e a volte noioso. La protagonista è in preda a sbalzi d'umore e d'ormoni, in balia di istinti sessuali che mi hanno fatto storcere il naso e non perché io sia una bigotta (credetemi se vi dico che non lo sono) ma perché questo suo lato non è fine alla storia in sé e sembra quasi messo lì per allungare il brodo. La Kelsea che mi piace è quella che affronta le complicazioni sul suo cammino e i poteri forti della società. La seconda parte del libro è stata molto più veloce, ho trovato la parte di Lily, attraverso cui il lettore scopre come è avvenuto il Passaggio, molto interessante e quasi geniale. La parte di Lily ha offuscato un bel po' la parte della protagonista. Il terzultimo mi arriva mercoledì e potrò dare, poi, un giudizio complessivo all'intera saga.


Lettura più rosa e d'evasione è stata quella di L'amore non è un gioco per ragazze perbene dell'attrice Talulah Riley (famosa per il ruolo di Mary Bennet nella trasposizione cinematografica di "Orgoglio e Pregiudizio" del 2005 con Keira Knightley e Matthew MacFadyen). La storia l'ho trovata scorrevole, ben scritta. Ci sta umanità, sentimento e tutte le varie sfumature dell'amore. I personaggi sono Bernadette di cui l'autrice ci regala un ritratto perfetto e dettagliato. Di lei sappiamo passato, presente, sogni e difetti. Il personaggio maschile, Radley, non è il solito stereotipo da romanzo rosa, la Riley lo rende "umano".
Unica pecca di questo libro è il finale: poco incisivo e senza pathos. Mi ha completamente svuotata delle emozioni emerse in 200 e passa pagine.



Ed ecco un italiano. Ne leggo davvero pochi di libri di italiani un po' per pregiudizio e un po' perché mi ispirano sempre di più le opere d'oltreoceano.
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile è stato un libro pieno di dolore e di aspettativa. Con il protagonista Michele viviamo l'abbandono e il suo crescere in cinque giorni di ricerca di sua madre, che lo ha abbandonato quando era solo un bambino.
Si legge molto velocemente ma è stato, anche questo, molto più bello nelle prime parti che nel finale.




Vera delusione del mese è stato Kitchen di Banana Yoshimoto. Sono sempre stata incuriosita da questo titolo e la mia amica Michela mi ha dato la possibilità di leggerlo prestandomelo. Mi viene da esclamare: "Menomale che non l'ho comprato!". Sarà che ho una sensibilità diversa e non l'ho compreso appieno ma non mi ha entusiasmata per niente. Mi sa tanto di inconcluso. Protagonista vera è la morte e tutto ciò che la riguarda, e già questo è tutto dire.
Peccato.



E voi cosa avete letto in questo aprile?

lunedì 27 marzo 2017

Illuminae - Illuminae File_01 - Amie Kaufman & Jay Kristoff



VOTO: 5/5
CONSIGLIATO: Agli amanti della fantascienza e delle impaginazioni pazze.

Buona giornata piovosa a tutti! Qualche settimana fa mi sono imbattuta sui social in "Illuminae" così tante volte che presa dalla curiosità e avendo uno sconto del 15% da La Feltrinelli, trovandomi a Napoli, mi sono decisa a fare questa pazzia.
I 22 euro mi frenavano un bel po' ma una volta preso in mano il volume e aver visto che non solo sono 599 pagine, non solo è un libro in copertina rigida e non solo ha una sovracopertina plastificata, tutte le pagine all'interno sono una raccolta di file digitali, resoconti militari, trascrizioni di interrogatori e email (vi allego delle foto dell'interno perché trovo difficile spiegarlo a parole). Diciamo che sono 22 euro meritati anche solo per l'impaginazione e il design. In libreria fa la sua bella figura sicuramente, e soprattutto se come me avete innumerevoli libri con copertina nera, l'arancio spicca in cotanta oscurità.

Concentrandomi sulla sostanza del libro posso dirvi che è stato scritto a due mani da due autori australiani, Amie Kaufman e Jay Kristoff, e che è il primo di una trilogia (il secondo si chiama Gemina ed è già uscito all'estero, mentre il terzo è ancora senza titolo).

La storia comincia nel anno 2575, gli uomini vivono in diversi pianeti e utilizzano potenti navi spaziali. Gli autori non ci descrivono la realtà del periodo ma è intuibile dai documenti. 
Sul pianeta di ghiaccio Karenza la nave della BeiTech invade il pianeta. Kady Grant, pochi secondi prima dell'invasione, lascia il ragazzo, Ezra Mason, ma non sa che il destino quel giorno ha deciso di costringerli a fuggire insieme.
I guai, però, non finisco qui, dopo alcuni giorni dall'invasione, su una delle navi spaziali venute in soccorso al pianeta e quindi con un bel carico di civili, comincia a diffondersi un patogeno classe alfa zero e l'intelligenza artificiale, AIDAN, pensa bene di risolvere il problema a modo suo: facendo fuoco.
Questo è molto in breve la trama, i fatti principali, ma ci sono altri avvenimenti che si verificano e che rendono il tutto ancor più misterioso e da cardiopalma. 

Il ritmo è serrato, i lettori sono quasi costretti a non staccare gli occhi dal libro per capire quello che avviene. Mentre leggevo non mi sono persa una parola talmente tanta era la curiosità di sapere quali sarebbero stati gli eventi e talmente tanta era la voglia di scoprire indizi per le mie intuizioni.
A proposito, non so se è rilevante, ma ci ho trovato talmente tanti morti che i due autori sembrano allievi di Martin!
C'è poco spazio ai sentimenti, o meglio, ci sono ma non la fanno da protagonista e ciò rende "Illuminae" un libro più per gli amanti del genere sci-fi e per chi ci si sta avvicinando piuttosto che un libro "young adult" adatto solamente a ragazzine in crisi ormonale alla ricerca di sensazioni forti e paranormali. A volte, durante la lettura, dimenticavo completamente che i personaggi principali fossero due adolescenti!

La mia paura più grande, venutami dopo aver letto alcune opinioni su aNobii, era quella di perdermi nell'insieme di documenti e parole tecniche, sopratutto perché molti lettori hanno sentito la mancanza di un testo tradizionale. A tal riguardo devo dire che Kaufman e Kristoff sono stati, invece, non solo bravissimi nel mantenere l'intreccio, nel rendere il libro interessante, nel non lasciare aspetti insoluti ma geniali nel trovare questo modo di raccontare la loro storia che l'ha resa unica nel suo genere.

Il personaggio principale è senza dubbio Kady Grant, un'adolescente nerd (nel vero senso del termine). Non è la solita ragazza impaurita e chiacchierona con la sindrome da vittima incompresa così tanto di moda ultimamente ma, nonostante tutto ciò che subisce, affronta i problemi con volontà e forza d'animo. Sfugge all'arruolamento forzato e vuole a tutti i costi scoprire la verità su quello che accade.
Altro personaggio di spicco è Ezra Mason, più tenerone di Kady, perdutamente innamorato di lei ma non in modo fastidioso (non serve l'insulina tranquilli). Si lascia un po' vincere dagli eventi e si arruola come pilota.
Anche se non in carne d'ossa anche AIDAN merita di essere citato tra i personaggi principi della storia, ma non voglio svelarvi nulla su quest'intelligenza artificiale per paura di darvi anticipazioni involontarie sulla storia.

Per il resto è un libro che merita davvero di essere letto e l'ultima pagina lascia presagire un seguito niente male, speriamo solo che in Italia esca presto perché la curiosità è tanta.
Spero che se avevate dubbi sull'acquisto ve li ho tolti con questo mio post. Vi lascio altre foto del libro e buone letture a tutti!!!

Citazioni:

Certo, la storia comincia con la morte di migliaia di persone, ma per l'amor di dio, niente parolacce, giusto?

Bastano due minuti fuori per capire quanto poco ne sai. Sei una briciola animata di carbonio e acqua, e ci sono solo sette centimetri di ceramica balistica tra te e il nulla. Novantatré miliardi di anni luce di nulla, c***o. Non c'è un alto né un basso. Né cielo né terra. Soltanto buio infinito punteggiato da scintille di luce più vecchie di te e di tutta la tua specie messa in fila. Ti vuoi sentire piccolo? Passa sessanta secondi alla guida di un Cyclone, amico. Guarda il nulla e senti il nulla che ti guarda. Lì capisci esattamente quanto vali.

L'uomo muore in tutti coloro che tacciono di fronte alla tirannia.

Trovo curioso che gli esseri umani nei momenti di stress traggano conforto nell'invocazione di nomenclatura deifica. A me non serve a nulla. Onnipotente Vishnu... Misericordioso Allah... Immenso e caritatevole Jahvè... No. Niente. 

Foto:




















sabato 18 marzo 2017

Quattrocento - Susana Fortes

VOTO: 1/5
CONSIGLIATO: C'è di meglio in circolazione

Salve lettori! Scusate la lunga assenza ma ho pensato bene di fare una capatina a Disneyland Paris e nella nostra bella capitale, Roma.
Con la lettura del post di oggi, invece, ci trasferiamo a Firenze.
Per il club di lettura, che ho con la mia amica Michela, abbiamo pensato di leggere Quattrocento di Susana Fortes. Ad entrambe la copertina e la trama entusiasmava parecchio ed entrambe abbiamo avuto una cocente delusione.

Vi riporto ciò che è scritto dietro al libro:
Il 26 aprile 1478 la storia del Rinascimento italiano e forse anche quella dell'Europa stavano per cambiare radicalmente. Quella mattina, davanti all'altare maggiore della cattedrale di Firenze, stava per divampare quella che è passata alla Storia come la congiura dei Pazzi. Se tu editore, o chi per esso, mi scrivi una cosa del genere su un libro mi inviti a nozze, amo il Rinascimento italiano e la congiura dei Pazzi.

Poi continua così: Dal Rinascimento ai giorni nostri, il filo rosso di un complotto attraversa la Storia. Dall'arte alla realtà, un quadro enigmatico rivela una vicenda affascinante e terribile. Perché le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti agli occhi. E talvolta un dipinto ci permette di scoprire un segreto. Scoperto che vi è anche un collegamento con il presente, il gioco è fatto, libreria prenditi i miei soldi e dammi questo libro. 

Convinta di avere tra le mani un libro meraviglioso, dopo averne letto qualche capitolo, mi sono resa conto di aver preso un granchio. Ho tra le mani uno spreco di carta. Sono triste per i poveri alberi che ci sono voluti per farlo.
Non si riesce ad individuare cosa l'autrice aveva intenzione di fare: scrivere un libro stile Dan Brown? scrivere un harmony? (e qualcuno ne ho letto, ma mi sono piaciuti addirittura di più!).

Il libro ha una parte ambientata nei giorni nostri dove Ana Sotomayor, una studentessa spagnola, si trova a Firenze per scrivere la sua tesi di laurea, facendosi aiutare dal suo professore sessantenne, vecchio amico del padre di lei.
L'altra parte è ambientata nella Firenze del 1400 e si concentra sulla figura del pittore Pierpaolo Masoni e del suo aiutante Luca di Credi, entrambi di fantasia ed inseriti tra personaggi veramente esistiti come Lorenzo de' Medici, Leonardo e Verrocchio.
Elementi che non mi sono piaciuti per niente sono stati in primis l'inserimento di metafore, giri di parole, descrizioni non utili ai fini della storia che sembrano essere messi lì giusto per allungare il brodo. La Fortes si perde tra i "forse" e i "ma" e tedia.
Non ho apprezzare la storia d'amore tra studentessa e professore, sembra essere discordante con il resto del libro e non emoziona per niente, al massimo fa venire i brividi.
La storia del quadro del Masoni, inoltre, si scontra con i fatti di cronaca italiana (ad esempio la vicenda di Giuliana Sgrena) che la Fortes inserisce senza un perché insieme alle critiche su Firenze e i giapponesi.
Molte questioni sollevate durante la lettura, poi, non si sviluppano e restano un punto interrogativo.
Durante la lettura bramavo la fine come si brama un sorso d'acqua nel deserto.
Più che un libro, è un minestrone, deludente e impasticciato.
Statene alla larga se potete!
Alla prossima!


giovedì 23 febbraio 2017

Ross Poldark - Winston Graham

VOTO: 4,5/5
CONSIGLIATO: Agli amanti dei romanzi di altri tempi e a chi ama la Cornovaglia.

Salve lettori!
Perdonatemi per la lunga assenza ma in questo periodo non ho letto molto come avrei voluto a causa della "cervicalgia del lettore". Non so se esiste come patologia ma la mia cervicale mi impedisce di tenere la testa su un libro per più un tot di tempo e, per un lettore accanito, è una maledizione!!! Lato positivo (ma dovrebbe essere negativo) non ho potuto studiare per nessun esame universitario.

Tornando alla mia recensione, oggi voglio parlarvi di "Ross Poldark" del romanziere inglese Winston Graham, purtroppo passato a miglior vita nel 2003.
Si tratta del primo di tredici romanzi, inediti in Italia prima d'ora e scritti dal 1945 al 2002. Sonzogno ha deciso di pubblicare l'intera saga e spero vivamente che mantenga la promessa.

"Ross Poldark" è ambientato in Cornovaglia nella seconda metà del 1700. Ross è figlio di un piccolo possidente morto da poco, che torna a casa dopo aver combattuto per l'esercito inglese nella Rivoluzione americana. La sua proprietà, Nampara, è in totale abbandono e la sua promessa sposa, credendolo morto, sta per convolare a nozze con un altro uomo.
Ecco, non voglio dirvi di più, in quanto, a mio avviso, la quarta di copertina svela particolari che sarebbe stato meglio scoprire durante la lettura.

Credetemi vale davvero la pena leggerlo. La scrittura è raffinata e chiara, l'ho praticamente adorata in quanto ormai è difficile trovare libri scritti in modo così superlativo e con una tale intensità.
Le vicende sono interessanti e le descrizioni minuziose e mai noiose. I personaggi (che non vi voglio svelare o vi rovino la sorpresa) sono ben caratterizzati partendo da Ross che sarà veramente difficile da dimenticare e che è entrato di diritto tra i miei personaggi maschili preferiti insieme a Mr. Darcy, Capitan Wentworth e Ivanhoe.

Se vogliamo trovarci un difetto ho trovato alcune vicende importanti descritte in poco spazio mentre altre, secondo me meno importanti, descritte in uno spazio maggiore.
Il lato romantico è presente ma ridotto al lumicino, segno distintivo che è un uomo a scrivere e non una donna. Inizialmente mi ha un attimo dato fastidio questa cosa, e mi riferisco soprattutto all'inizio del terzo libro dove avviene un evento impossibile da immaginare, ma poi, continuando la lettura, si capisce che Winston Graham aveva un suo disegno da perseguire e ha soddisfatto il mio appetito da inguaribile romantica.

In conclusione vorrei sottolineare la bellezza della copertina di questo volume, un'illustrazione di Massimiliano Longo, che non solo vale da sola i 18,50€ spesi, ma sintetizza al meglio l'anima di questo romanzo: tempestoso ed emozionante.

Ed ora per superare l'astinenza non solo comincerò al più presto il secondo volume "Demelza", ma comincerò pure la serie della BBC. Qualcuno l'ha vista? Vi dico già che il Ross del libro è decisamente più "uomo" dell'attore!



Citazione:
"E fu così che scoprì che ciò che in qualche modo aveva disprezzato non era disprezzabile, che ciò che per lui era stata la soddisfazione di un appetito, un'avventura piacevole ma banale e deludente, possedeva elusive profondità, e il cuore colmo di una consapevole bellezza che non aveva mai conosciuto prima."

sabato 4 febbraio 2017

La meccanica del cuore - Mathias Malzieu

VOTO: 4/5
CONSIGLIATO: a chi reputa il lieto fine scontato.

Buonasera a tutti. Ho letto molto in questo periodo però testi universitari per la brutta sessione di questi mesi. Tra un mattone e l'altro ho avuto modo di leggere La meccanica del cuore di Mathias Malzieu.
La trama mi ispirava da un po', lo guardavo in libreria e lo posavo, lo cercavo su internet, lo mettevo nel carrello e poi lo toglievo e questo perché ero titubante a causa di pessime recensioni che ha avuto.
Mi sono decisa a prenderlo qualche settimana fa e mi sono subito buttata nella lettura per evitare di lasciarlo in libreria per mesi.
Non ci crederete ma mi è piaciuto.

Ambientato ad Edimburgo, siamo nel 1800, quando "in una vecchia casa in bilico sulla cima della collina più elevata", dove abita la strana dottoressa Madeleine da molti considerata pazza, viene al mondo un bimbo con il "cuore durissimo" che la dottoressa riesce a far funzionare applicando sul petto del piccolo un orologio a cucù.
Un giorno il piccolo Jack incontra in città una cantante andalusa di cui si innamora, ma il suo cuore è troppo delicato e Madeleine gli dice:
"Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi".
Ma Jack ascolterà Madeleine o seguirà il suo delicato ma innamorato cuore?

Credetemi, questo libro è delicato come una fiaba ma duro come la realtà.
 Le parole sono usate con maestria e ci sono molte metafore che rendono il tutto abbastanza poetico. Scoprire a fine lettura che l'autore è anche un cantante rock mi ha fatto comprendere ancor di più il ritmo del libro che scorre come se fosse una canzone.
La storia è sicuramente insolita ma godibile, con una buona dose di gotico.
Il messaggio dell'autore è chiaro: nessun cuore esce indenne dall'amore. Tutti i personaggi, Jack, Miss Acacia, Joe, Madeleine, Méliès, provano o hanno provato l'amore e ognuno di loro ha subito la sofferenza che ne consegue.
Non è adatto a chi vuole il lieto fine e il vissero felici e contenti, e per me che amo e venero il lieto fine è stato un po' doloroso, ma se volete buttarvi in questa storia, regolate il vostro cuore-orologio e buona lettura perché resta un bellissimo libro.